In questi giorni se ne stanno leggendo di tutti i colori sull’idea della Sindaca Raggi di indicare nel territorio di Palestrina un’area idonea ad un possibile impianto di smaltimento e gestione dei rifiuti. Leggo di diverse persone che non hanno mai avuto a cuore la questione “Ambiente e Rifiuti”, al massimo l’hanno strumentalizzata per fini propagandistici, per appuntamenti elettorali o semplicemente per tentare di creare divisioni in una comunità che mai come di questi tempi deve essere unita.

Chi oggi tratta questo tema costituendo movimenti o comitati per cercare di creare spaccature sociali, con arroganza, superficialità e falsità è un irresponsabile, dai quali è doveroso prendere le distanze. Si sono potuti osservare interventi al limite dell’imbarazzo, che hanno mostrato il disinteresse totale per un tema che dovrebbe risultare invece prioritario da tutti per la tutela dei nostri territori, della salute e quindi della nostra vita.  Invece, se queste organizzazioni  territoriali nascessero con l’intento di sollecitare l’Amministrazione con suggerimenti, critiche costruttive, tavoli di lavoro congiunti, ecc., sarebbero le benvenute.

Insieme si fa sempre meglio e di più.

Vorrei subito dire che al momento sottolineare la superficialità della Sindaca Raggi e della sua Giunta a 5 Stelle mi interessa poco. Saranno i cittadini a giudicare il loro operato a tempo debito. Ciò che più mi interessa invece è sottolineare l’assenza di una visione strutturata sul tema ambientale e sui rifiuti della Capitale e quindi della sua Amministrazione grillina, che tanto criticano al PD ma che poi loro rappresentano ancora peggio. E colgo l’occasione per porre l’attenzione sul buon lavoro che il Partito Democratico della Città Metropolitana di Roma in questi anni ha fatto, indicando una propria idea e un indirizzo preciso all’interno di un documento da tempo elaborato durante i lavori del Forum Rifiuti. Sto parlando di una importante campagna di sensibilizzazione per la costruzione di impianti moderni che aiutino a trattare il tema non in modo superficiale, strumentale ed emergenziale. Ma andiamo per ordine!
Concretamente cosa ha realmente fatto la Sindaca Raggi sul territorio di Palestrina.

La Sindaca Raggi, per mano della Dirigente Dott.ssa Paola Camuccio della Città Metropolitana di Roma Capitale, ha inviato la scorsa settimana in Comune una nota con oggetto: “Individuazione delle aree idonee alla localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti”. Parliamo di un documento accompagnato da una mappatura dove la Sindaca 5 stelle indica i luoghi idonei e non idonei alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, come previsto dalla legge regionale 17/1986 e su Palestrina è stato indicato appunto la nota area di Monte Castellaccio, nelle vicinanze della frazione di Carchitti come IDONEA ad accogliere un impianto di gestione rifiuti. Da qui sono scattate tutte le varie preoccupazioni, anche di chi strumentalmente cerca consenso per le prossime elezioni sul nostro territorio, cercando di giustificare un’iniziativa così importante della loro beniamina romana targata 5 stelle. Non voglio elogiare il PD per partito preso, anche perché chi mi conosce sa bene che, quando è servito, ho sempre criticato il Partito, ma in questo caso il PD provinciale su questo tema ci lavora da tempo e anche bene. Quindi, entriamo più nel dettaglio di cosa è accaduto tra Roma e Provincia per quanto concerne i rifiuti per mano della Sindaca Raggi e poi, per chi vorrà, si potrà leggere una sintesi del documento sui rifiuti.

Tutto inizia la sera in cui La Sindaca Raggi è ospite a Porta a Porta sostenendo che la Regione Lazio non ha ancora adottato un nuovo Piano Rifiuti Regionale e che avrebbe scelto tre siti per aumentare la capacità di 120mila tonnellate e di averli inseriti nel nuovo piano rifiuti della Regione Lazio. Insomma per la Raggi la colpa è di Zingaretti che non ha adottato o aggiornato il Piano Regionale. Ma chi un poco conosce il sistema degli Enti Locali e le normative di riferimento, è consapevole che è la Legge Rochi del 1997 ad indicare chi deve decidere:

  • L’art. 19 dice che spetta alla provincia l’individuazione delle zone idonee e non idonee per gli impianti in provincia e quindi è ovviamente la Raggi che deve indicare dove e se vuole fare gli impianti di smaltimento;
  • L’art. 20 invece dice che spetta alla Regione l’adozione e l’aggiornamento dei piani regionali di gestione dei rifiuti.

Quindi in sostanza la Raggi indica dove vuole fare le discariche e a Zingaretti spetta la decisione se autorizzare o no. Tra le aree indicate, la Raggi ha inserito anche Palestrina ed è da questo momento così che l’Amministrazione Comunale ha preparato una serie di osservazioni che saranno inviate presto alla Città Metropolitana e il Partito Democratico, insieme alle componenti politiche di maggioranza, hanno raccolto firme per esprimere il proprio dissenso. Una raccolta firme anche per sensibilizzare la Regione Lazio ad un tema sempre più urgente da trattare e risolvere e per dire di NO alla Raggi e all’Area Metropolitana. Una raccolta firme dove hanno partecipato molti Comuni della provincia.

La verità non posso dirvela io perché sarei di parte, ma prendiamo un documento elaborato da Pagella Politica che con un’analisi indipendente sostiene:

È vero, come sostiene Virginia Raggi, che la Regione non ha ancora adottato il nuovo piano rifiuti. Quello che il sindaco non dice è che la durata dell’ultimo piano, che è del 2012, si estende a tutto il 2017: l’aggiornamento per legge va fatto ogni sei anni. Dunque la Regione Lazio ha fino alla fine dell’anno per varare il nuovo piano. Come si legge in un comunicato della Regione, l’assessore Buschini il 10 gennaio scorso “ha presentato cinque bozze di delibere e una proposta di legge, invitando la commissione a dare il proprio contributo prima dell’approvazione in Giunta, in un’ottica di condivisione del percorso che porterà alla presentazione del Piano rifiuti in Consiglio regionale”. Un iter è dunque già stato avviato.

Quindi la Raggi e i suoi sostenitori grillini e chi gli corrono dietro, mentono cercando di buttarla un poco in cagnara. L’unica critica che ho trovato costruttiva è stata quella dell’Unione Giovanile Indipendente di Colleferro, che da tempo combatte per il rispetto ambientale e la salvaguardia della salute della Valle del Sacco. E li rispetto profondamente. Hanno giustamente espresso la loro opinione a riguardo, criticando anche la linea dell’Assessorato all’ambiente della Regione Lazio. Però, mi permetto di consigliargli di non fare di tutta un’erba un fascio e di tenere in considerazione invece la linea del PD della Città Metropolitana di Roma, che in alcuni passaggi è andato contro anche la linea regionale, come si può leggere nella sintesi allegata del documento espresso dal Forum Rifiuti del PD della Città Metropolitana di Roma.

Noi Amministratori continueremo, nei prossimi giorni, a monitorare la situazione e pronti a tutto pur di difendere le nostra terra. Con l’auspicio che tutti possano continuare a lavorare sul rispetto dell’ambiente, della raccolta differenziata e al problema dei rifiuti. Senza strumentalizzazioni politiche, per il bene comune e per i nostri figli che dovranno fare molto di più per recuperare gli errori dei nonni e dei papà.

*********************************************************************************

Documento sui Rifiuti dal Forum Rifiuti PD (sintesi)


In più occasioni si sono ascoltati in questi mesi diversi No contrari ad ogni forma di intervento tecnologico o di avanguardia da parte dell’attuale Sindaco Metropolitano, producendo poi come unica proposta alternativa, la ricerca di spazi in disuso o cave dismesse per riempirli di rifiuti. Dopo i primi attacchi a questa folle proposta, la Raggi ha cominciato a distribuire accuse di ogni genere al passato: era colpa del PD, della DC, dei DS, di Garibaldi, Cavour e anche dei Romani. Io credo che per fare una sana critica bisogna capire e studiare bene ciò che è stato fatto in passato e che cosa si sta proponendo oggi.

Bisogna comprendere bene il contributo alla sostenibilità ambientale del Partito Democratico dell’Area Metropolitana, che ha costruito la propria idea su un documento che tratta il ciclo integrato dei rifiuti, con l’unico scopo di offrire un senso di marcia comune ai nostri territori. La proposta parte con la consapevolezza di una debole politica sui rifiuti vigente che ha prodotto risposte del tutto incoerenti, incrinando inevitabilmente il rapporto con i cittadini. La giusta politica non può che puntare alla riduzione dell’impatto ambientale nello smaltimento dei rifiuti per mezzo di pratiche e comportamenti virtuosi.

Per troppi anni il dibattito, con le destre al Governo e quindi con la Raggi oggi, è ruotato intorno all’individuazione di un nuovo sito per la discarica di Roma. L’idea del PD parte proprio dalla critica a questo tipo di approccio, l’obiettivo invece deve essere quello di smaltirli senza alcun danno ambientale. Non sono più sopportabili queste benedette proroghe che si sono susseguite per anni che hanno portato i nostri alleati europei e gli stessi cittadini a non tollerare più una situazione ai limiti della legalità. Il documento delinea degli obiettivi precisi:

Obiettivi Ambientali, cioè la Prevenzione dei rifiuti, da realizzare attraverso lo sviluppo di tecnologie “pulite”, l’Implementazione porta a porta, la limitazione del ricorso allo smaltimento finale, previsto solo per i rifiuti non recuperabili e lo sviluppo di impianti.

.Obiettivi Economici, per il riciclo e riuso, il recupero energetico e nuove opportunità di lavoro. Risulta evidenti quindi che stiamo parlando di una proposta specifica e cioè del “Ciclo di riduzione dei rifiuti”.

Vorrei anche sottolineare però qualche numero che fa ben capire la determinazione della Giunta della Provincia di Roma guidata da Zingaretti nell’avviare la raccolta differenziata. Il tutto partì nel 2005 con la Deliberazione di Giunta della Provincia di Roma 1645/48, con la quale approvava il bando per le candidature dei Comuni finalizzato alla progettazione e realizzazione nel proprio territorio della raccolta domiciliare “porta a porta”. Più di 80 comuni ricevettero il contributo per attivare il sistema domiciliare per un totale di € 30.763.448 di contributi assegnati. Di questi Comuni, 51raggiunsero di li a poco circa il 57% di raccolta differenziata con punte del 75%. Altre 27 amministrazioni continuarono l’istruttoria di progetto presso di gli uffici provinciali per l’assegnazione del contributo relativo. Lo sottolineo perché oramai va di moda sparare sul PD, però sarebbe sempre utile ricordarsi tutta la storia.

Partendo da un principio importante, ossia che il rifiuto migliore è quello che non viene prodotto, bisogna ancora continuare a far capire che la differenziata è la chiave di volta per rendere sostenibile qualsiasi scelta sul problema dei rifiuti. Bisogna inoltre incentivare il compostaggio domestico per così ridurre la quantità di rifiuti umidi, ma, anche centri di compostaggio o centrali a biomasse per lo smaltimento dei rifiuti delle lavorazioni agricole. Il Documento del Forum Rifiuti del PD critica anche la tassa della TARI, considerandola antiquata. Nello specifico il criterio di considerare il nucleo familiare sulla valutazione della produzione del rifiuto. Perché oggi con la differenziata è solo l’indifferenziato che deve essere pagato e quindi si devono incentivare le amministrazioni comunali ad utilizzare il metodo della tariffa puntuale sulla tassa dei rifiuti.

Risulta evidente quindi la linea del PD dell’Area Metropolitana, lo smaltimento in discarica deve essere considerato solo come ultima spiaggia e al quale far ricorso in casi eccezionali e apportando sempre dei costanti controlli per evitare danni all’ambiente. Bisogna quindi investire per la diffusione in tutti i Comuni della raccolta differenziata porta a porta e concentrare gli sforzi sulla incentivazione della realizzazione di impianti di compostaggio, magari di piccole dimensioni, per non creare disagi tra la popolazione con impianti che assomigliano a grandi centrali. Poi c’è la conversione degli impianti TMB, che andrebbero trasformati in impianti di trattamento meccanico, non avendo più ragion d’essere per l’assenza di rifiuti urbani.

Bisogna insomma applicare un piano sugli impianti con le dovute tecnologie per scegliere il metodo più avanzato per la riduzione dei rifiuti, puntando alla costruzione di centri anaerobici, per un miglior contenimento sull’impatto ambientale, utilizzando i gas prodotti non solo per la produzione di energia, ma anche per l’immissione di biometano o per la produzione di calore. Infine è necessario un monitoraggio costante con strumenti più trasparenti ed efficaci sul controllo dei fumi e del controllo dell’aria circostante.

Una visione chiara sui rifiuti e che non può essere sempre strumentalizzato tutto puntando sempre sul fatto che sono tutti brutti e cattivi e che ci vuole l’HONESTA’. Sta filastrocca non regge più. Ci vuole serietà, come quella che spero faccia da protagonista su questa linea del PD per passare ad una imminente concretizzazione, in barba a qualche ordinanza o ricerca di cave e buchi sul nostro territorio per sotterrare i rifiuti. L’Ambiente va tutelato e rispettato sempre.

 

 

Annunci