Mentre di prima mattina faccio la Rassegna Stampa, penso ad Obama che combatteva per mantenere il protagonismo sul commercio internazionale difendendo il TTIP per non dare eccessivo spazio alla Cina e alla sua produttività mondiale scomoda e al limite della regolarità concorrenziale. Anche se qualche giorno fa, a Davos, al World Economic Forum, il Presidente cinese ha dato qualche segno di normalizzazione economica, ma puntando sempre sulla globalizzazione e sul sistema socialista dello Stato Nazione.

Così ieri arriva Trump in pompa magna e firma l’uscita dal TTIP con la Cina che rimane incredula e che afferma subito: “San gsi, hai tó. Mbai lan tè!” Che tradotto significa: “ma chi te manna belli capè?!”. Poi quello che accadrà realmente toccherà vederlo sul mercato nei prossimi mesi.

Ma i fenomeni veri sono alcuni imprenditori italiani e uomini politici destra e sinistra quasi contenti della scelta del nuovo Presidente americano. Ma come glielo spieghiamo a questi l’intenzione di Trump di indebolire i Paesi Europei con l’Europa tra la morsa Usa – Russia!?
Con i disegnini!?

Forse l’unica nota positiva da questo atteggiamento di Trump potrebbe essere una possibile svolta politica dell’Italia per avviare un’azione che unisca i Paesi Europei del Mediterraneo in una forza in grado di sostenere i Paesi attanagliati dai problemi relativi all’immigrazione; unire politicamente i Paesi del Sud Europa per fermare i Paesi dell’asse tedesco in UE e la loro austerity e infine per fare in modo che l’Italia sia una porta d’accesso politica ed economica all’Europa per i Paesi del Mediterraneo, verso il vecchio continente. Insomma che sia in grado di assumersi un ruolo da mediatore tra i due continenti: Africa e Europa. Anche perchè solo la strumentalizzazione e il populismo e semplicemente solo “li matti” potranno continuare a credere che i Paesi Africani continueranno a farsi sfruttare dalle necessità imperialistiche ed economiche dell’Europa e del resto del mondo.

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