Blog! Caro blog, oggi ho dato l’ultimo esame e se è andato bene, comincio a preparare la tesi. Ma ti immagini la contentezza?! E invece no. Non puoi capire la rabbia di oggi. Sono stato tutto il giorno in uno stato di torpore, di rassegnazione ma contemporaneamente sempre a rischio di esplosione e non trattenere più la frustrazione di ciò che stava accadendo.

Ad Amatrice, nelle frazioni limitrofe, sul Gran Sasso, nella mia Regione. Tanti e tanti uomini a soffrire, a combattere contro il terremoto e la neve. “Ma tutto li deve accadere?” mi ripetevo di tanto in tanto. “Signore, ma tutto li?!” E ste notizie che arrivavano di dispersi e morti. Insopportabile. Mi sentivo quasi inutile e con una voglia di fare. Come, non lo so. Ma comunque di cercare di aiutare. Di fare. Bisogna fare, di certo in modo coordinato. In modo sensato. Ma fare. Anche se non mi ritengo un “uomo lagno” o un velocista del movimento della testa sempre per il NO su tutto e in ogni occasione, ad un certo punto ho gridato in macchina: “Stato ma dove seiii?! Ohhh, siamo noi. I tuoi italiani”?!
Ma la rabbia più grande mista allo schifo, mi è venuta per tutto il giorno ad ascoltare e leggere i soliti fenomeni, sapientoni, che giudicano, portatori delle tesi più imbarazzanti possibili. Parlano, ma quanto parlanoooo… e scrivono. Tutti leoni da tastiera. Opinionisti e tuttologi. Le solite strumentalizzazioni politiche. Tutti esperti, filosofi e maestri del “avrebbero dovuto fare”. Ma per quale cazzo di motivo non vi state zitti. Zittiiiii! Ma che servono sti sproloqui da massimi esponenti del “bisogna fa”. Senza poi tralasciare anche il modo con cui si lanciano sti commenti. Che pena!
Eroi, invece chi nel completo silenzio, lavora, aiuta, sostiene, è presente, non sta in divano, non giudica. Soccorre e spala, imprecando di certo, ma spala e scava. Fa viaggi lunghissimi per aiutare i più disperati. Porta conforto e medicine. Prepara pasti e magari anche solo una carezza a chi oggi vede che tutto gli va contro. Per tutti noi, limitiamoci ad aiutare e rispettare chi si da da fare e chi sta soffrendo come un cane. Il resto: ZITTI! Per primo io.
Tanto per rendere l’idea di ciò che è accaduto in questi giorni. La foto che segue è di una macchina dei soccorsi nel campo di Amatrice.
Ripeto: zitti se potete!
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